“La vita non è vivere, ma vivere in benessere”
Marco Valerio Marziale

Nel mondo vegetale ci sono le indicazioni utili alla salute e al benessere degli animali e degli esseri umani: sta a noi saperle riconoscere. Se è vero che il nostro patrimonio genetico è in gran parte diverso da quello vegetale, tuttavia è ampiamente dimostrata l’influenza che l’ambiente ha sull’attività dei nostri geni. Le piante contribuiscono da sempre a conquistare e conservare il benessere e l’equilibrio del nostro organismo. Non esiste civiltà che non abbia saputo riconoscere e apprezzare le loro proprietà benefiche.

Per molti secoli l’unica terapia per curare le malattie erano le piante “medicinali”, cioè quelle piante che contengono alcuni principi medicamentosi. Si chiamano anche “officinali” perché erano impiegate nelle “officine” (laboratori farmaceutici) degli speziali, che conoscevano le tecniche di lavorazione delle piante. Nelle loro officine trattavano sia le erbe (specie annuali o perenni le cui parti aeree sono per lo più verdi e di consistenza non legnosa) sia le piante (gli alberi e gli arbusti). In epoche più vicine a noi, però, con lo sviluppo della chimica organica, i principi attivi delle piante sono stati sostituiti con prodotti di sintesi, realizzati in laboratorio, con cui si preparano i farmaci.

Più di recente la ricerca si sta indirizzando anche verso una nuova prospettiva: riconoscere e studiare quelle molecole che i vegetali selezionano spontaneamente per garantirsi la vita al variare della luce del sole, del clima e della competizione con le altre specie. Nasce da qui un nuovo interesse in particolare per le officinali. La specificità delle molecole contenute in questi vegetali apre infatti nuove strade per curare non i sintomi ma le cause delle patologie, e realizzare la prevenzione e la protezione dei nostri geni.